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<channel><title><![CDATA[SALVATORE MANNINO - Basi della Cattura Digitale Raw]]></title><link><![CDATA[http://www.salvatoremannino.com/basi-della-cattura-digitale-raw]]></link><description><![CDATA[Basi della Cattura Digitale Raw]]></description><pubDate>Mon, 20 Jan 2025 22:31:57 -0800</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[Le Basi della Cattura Digitale Raw]]></title><link><![CDATA[http://www.salvatoremannino.com/basi-della-cattura-digitale-raw/basi-cattura-digitale-raw]]></link><comments><![CDATA[http://www.salvatoremannino.com/basi-della-cattura-digitale-raw/basi-cattura-digitale-raw#comments]]></comments><pubDate>Tue, 05 May 2015 20:44:20 GMT</pubDate><category><![CDATA[Tecnologia fotografica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.salvatoremannino.com/basi-della-cattura-digitale-raw/basi-cattura-digitale-raw</guid><description><![CDATA[Quando si tratta di fotografia digitale, si sente sempre parlare di scattare esclusivamente in file raw anziché JPEG. Perché e cosa significa veramente? Finora, probabilmente hai sentito parlare di scatti digitali “raw”, ma trovare una spiegazione coerente di cosa una scatto digitale raw realmente sia può essere un tantino più difficile.&nbsp; Una parte della sfida deriva dal fatto che il raw non è una cosa univoca. Per capire la natura degli scatti digitali raw, prima di tutto è impor [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div id="213105718954265528" align="left" style="width: 100%; overflow-y: hidden;" class="wcustomhtml"><!-- Go to www.addthis.com/dashboard to customize your tools --></div></div><div class="paragraph" style="text-align:justify;"><font color="#2A2A2A">Quando si tratta di fotografia digitale, si sente sempre parlare di scattare esclusivamente in file raw anzich&eacute; JPEG. Perch&eacute; e cosa significa veramente? Finora, probabilmente hai sentito parlare di scatti digitali &ldquo;raw&rdquo;, ma trovare una spiegazione coerente di cosa una scatto digitale raw realmente sia pu&ograve; essere un tantino pi&ugrave; difficile.&nbsp; Una parte della sfida deriva dal fatto che il raw non &egrave; una cosa univoca.<br><span style=""></span><br><span style=""></span> Per capire la natura degli scatti digitali raw, prima di tutto &egrave; importante conoscere le basi di come le macchine digitali, che scattano in raw, catturano realmente le immagini. Un file raw &egrave; una registrazione dei dati catturati dal sensore. Mentre esistono diversi modi di codificare i dati raw del sensore in file immagine raw (ad esempio il .CRW e .CR2 di Canon, il .MRW di Minolta, il .ORF di Olympus, e i vari .NEF di Nikon), in ciascun caso il file registra i dati non processati del sensore. Esistono diverse tecnologie che possono essere incluse nella categoria delle &ldquo;fotocamere digitali&rdquo;, ma quasi tutte quelle che scattano in raw sono del tipo &ldquo;sensore a mosaico&rdquo; o &ldquo;color filter array&rdquo; (CFA), letteralmente &ldquo;disposizione di filtri colore&rdquo;.<br><span style=""></span><br><span style=""></span> Quindi, adesso vediamo come questi CFA funzionano. Un CFA &egrave; composto da una disposizione bi-dimensionale di fotodiodi che raccolgono i fotoni registrati&nbsp;nell'immagine. La disposizione a schiera &egrave; costituita da file e colonne &ndash; utilizzando solitamente sia una tecnologia CCD (dispositivi ad accoppiamento di carica) o CMOS (semiconduttori metallo ossido complementari) &ndash; per comporre l&rsquo;immagine. In un tipico setup, ciascun elemento della disposizione contribuisce ad un pixel dell&rsquo;immagine finale (fig.1).</font><br><span style=""></span></div><div><div class="wsite-image wsite-image-border-none" style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:10px;text-align:center"><a><img src="http://www.salvatoremannino.com/uploads/4/5/7/5/45754097/1313977.png" alt="Immagine" style="width:auto;max-width:100%"></a><div style="display:block;font-size:90%"></div></div></div><div class="paragraph" style="text-align:center;"><em><font size="2">Fig. 1 Tipica disposizione bidimensionale di fotodiodi in un CFA</font></em></div><div class="paragraph" style="text-align:justify;"><font color="#2A2A2A">I fotodiodi contano semplicemente fotoni &ndash; quando la luce colpisce il sensore, produce una separazione di cariche (sorvolo sull'aspetto puramente scientifico) che generano un corrente elettrica che &egrave; direttamente proporzionale al numero di fotoni che lo colpiscono.&nbsp;</font><span><font color="#2A2A2A">Infatti, il fotodiodo vede &ldquo;luce&rdquo; ovvero fotoni, senza riuscire a discriminarne la reale lunghezza d&rsquo;onda che determina, per i nostri occhi, il reale colore. Ovvero, si costruisce una scala di intensit&agrave; normalizzata che va da 0 (il pi&ugrave; scuro, equivale al nero) a 1 (il pi&ugrave; luminoso, equivale al bianco) e tutti i valori intermedi costituiscono non altro che la scala dei grigi, pi&ugrave; o meno scuri a seconda di quanta &ldquo;luce&rdquo; (fotoni) hanno colpito il fotodiodo.&nbsp;</font></span><font color="#2A2A2A">Il punto chiave, quindi, &egrave; che i file raw ottenuti&nbsp;dalle fotocamere CFA sono in scala di grigi.<br><span style=""></span><br><span style=""></span> <strong>Dalla scala dei grigi ai colori</strong><br><span style=""></span><br><span style=""></span> Il compito dei CFA &egrave; quello di creare le immagini dalle catture raw in scala di grigi.&nbsp;</font><span><font color="#2A2A2A">Per far in modo che ciascun fotodiodo vede una solo determinata lunghezza d&rsquo;onda, ovvero un solo colore, o</font></span><font color="#2A2A2A">gni elemento del CFA&nbsp;&egrave; coperto da un filtro colore (fig.2) , cos&igrave; che ogni elemento &egrave; dedicato alla cattura solo della luce rossa, verde o blu.<br></font><span style=""></span><br><span style=""></span></div><div><div class="wsite-image wsite-image-border-none" style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"><a><img src="http://www.salvatoremannino.com/uploads/4/5/7/5/45754097/830129.png?543" alt="Immagine" style="width:543;max-width:100%"></a><div style="display:block;font-size:90%"></div></div></div><div class="paragraph" style="text-align:center;"><em><font size="2">Fig. 2 Fotodiodi ricoperti dai filtri colore</font></em></div><div class="paragraph" style="text-align:justify;"><span style="color: rgb(42, 42, 42); text-align: justify;">Molte macchine applicano i filtri colore nel modello di Bayer. In un CFA a modello di Bayer (fig. 3) ogni fotodiodo &egrave; filtrato cos&igrave; che cattura solo un singolo colore della luce: rosso, verde o blu. I filtri verdi sono utilizzati in quantit&agrave; doppia rispetto al rosso e al blu in quanto i nostri occhi sono pi&ugrave; sensibili alla luce verde.</span></div><div><div class="wsite-image wsite-image-border-none" style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"><a><img src="http://www.salvatoremannino.com/uploads/4/5/7/5/45754097/3288823.png" alt="Immagine" style="width:auto;max-width:100%"></a><div style="display:block;font-size:90%"></div></div></div><div class="paragraph" style="text-align:center;"><em style="text-align: justify;"><span><font size="2">Fig. 3 CFA a modello di Bayer, ogni fotodiodo &egrave; filtrato cos&igrave; che cattura solo un singolo colore della luce: rosso, verde o blu. I filtri verdi sono utilizzati in quantit&agrave; doppia rispetto al rosso e al blu in quanto i nostri occhi sono pi&ugrave; sensibili alla luce verde.</font></span></em></div><div class="paragraph" style="text-align:justify;"><font color="#2A2A2A">Esistono altri modelli di filtri. Alcune fotocamere utilizzano i filtri CMY piuttosto che quelli RGB perch&eacute; trasmettono pi&ugrave; luce, mentre altri ancora possono aggiungere un quarto colore. Il punto in comune in tutti i CFA &egrave; che, non importa quale sistema viene utilizzato, ogni elemento del sensore cattura un solo colore. Questo significa che:<br></font><ul><li><font color="#2A2A2A"><span style="background-color: initial;">gli elementi rosso-filtrati producono una scala di grigi proporzionale alla quantit&agrave; di luce rossa che raggiunge il sensore</span><br></font></li><li><font color="#2A2A2A"><span style="background-color: initial;">gli elementi verde-filtrati producono una scala di grigi proporzionale alla quantit&agrave; di luce verde che raggiunge il sensore</span><br></font></li><li><font color="#2A2A2A"><span style="background-color: initial;">gli elementi blu-filtrati producono una scala di grigi proporzionale alla quantit&agrave; di luce blu che raggiunge il sensore</span><br></font></li></ul><font color="#2A2A2A"><span style=""></span><br><span style=""></span> I file raw contengono informazioni riguardo la luce e anche i metadati. I metadati, parola che letteralmente significa &ldquo;dati riguardo i dati&rdquo;, sono generati ad ogni cattura della macchina. Sia gli scatti raw che jpeg contengono i metadati EXIF (Exchangeable Image Format) che registrano i dati di scatto come il modello della fotocamera e il numero seriale, velocit&agrave; di scatto e apertura, lunghezza focale, ecc. I file raw includono anche alcuni metadati addizionali di cui i convertitori raw necessitano per processare la cattura raw in un immagine RGB.<br><span style=""></span><br><span style=""></span> Oltre alle scale di grigi per ciascun pixel, la maggior parte dei formati raw include un &ldquo;anello di decodifica&rdquo; nei metadati che porta con s&eacute; la disposizione del CFA sul sensore, cos&igrave; da poter comunicare ai convertitori raw quale colore rappresenta ciascun pixel. Il convertitore raw utilizza quindi questi metadati per convertire la cattura raw (in scala di grigi) in un&rsquo;immagine a colori interpolando le informazioni colore &ldquo;mancanti&rdquo; per ciascun pixel dai suoi vinici.</font><br><br></div><div><div class="wsite-image wsite-image-border-none" style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"><a><img src="http://www.salvatoremannino.com/uploads/4/5/7/5/45754097/2917965.png?645" alt="Immagine" style="width:auto;max-width:100%"></a><div style="display:block;font-size:90%"></div></div></div><div class="paragraph" style="text-align:center;"><font size="2"><em><span style="line-height: 107%;">Fig. 4 La cattura raw viene demosaicizzata e interpretata da un convertitore raw, utilizzando parte dei metadata registrati nel file al momento dello scatto, cos&igrave; come gli algoritmi nel software di conversione.</span></em><br></font><span></span><br><span></span></div><div class="paragraph" style="text-align:justify;"><font color="#2A2A2A"><span style="">Questo procedimento, noto come demosaicizzazione, &egrave; uno dei ruoli chiave che gioca il convertitore raw, ma non &egrave; l&rsquo;unico.</span></font><br><font color="#2A2A2A"><br></font><ul><li><font color="#2A2A2A"><span style="background-color: initial;">Bilanciamento del bianco. L&rsquo;impostazione del bilanciamento del bianco sulla fotocamera non ha alcun tipo di influenza sui pixel catturati quando si scatta in raw &ndash; viene semplicemente registrato come metadato nel file raw. Alcuni convertitori raw possono leggere questo metadato e applicarlo come bilanciamento del bianco di base (che l&rsquo;utente&nbsp; pu&ograve; quindi sovrascrivere se desidera), mentre altri possono ignorarlo totalmente e analizzare l&rsquo;immagine per determinare il bilanciamento del bianco.</span></font></li></ul><font color="#2A2A2A"><br><br></font><ul><li><font color="#2A2A2A"><span style="background-color: initial;">Interpretazione calorimetrica. Ogni pixel nel file raw registra un valore di luminanza sia per il rosso, verde o blu. Ma rosso, verde e blu sono termini abbastanza vaghi &ndash; se si prendono cento persone e gli si chiede di visualizzare il &ldquo;rosso&rdquo;, il &ldquo;verde&rdquo; e il &ldquo;blu&rdquo; si ottengono quasi certamente un centinaio di sfumature di rosso se si potesse leggere nella loro mente.</span></font></li></ul><font color="#2A2A2A"><br><br><span style=""></span> <span style="">Con le fotocamere digitali vengono utilizzati diversi set di filtri. Quindi il convertitore raw deve assegnare i corretti, specifici significati ai pixel &ldquo;rossi&rdquo;, &ldquo;verdi&rdquo; e &ldquo;blu&rdquo;, solitamente in un uno spazio colorimetricamente definito come il CIE XYZ, che &egrave; basato direttamente sulla percezione colorimetrica umana.</span></font><br><br><font color="#2A2A2A"></font><ul><li><font color="#2A2A2A"><span style="background-color: initial;">Correzione gamma. Le catture digitali raw hanno una gamma lineare (gamma 1.0), una risposta tonale davvero differente da quella sia della pellicola sia dell&rsquo;occhio umano. Quindi il convertitore raw applica la correzione gamma per ridistribuire le informazioni tonali cos&igrave; da corrispondere quanto pi&ugrave; al modo in cui i nostri occhi vedono luci e ombre. (Questa propriet&agrave; della cattura digitale ha implicazioni importanti sulle impostazioni per l'esposizione, argomento approfondito nell'articolo "<a href="http://www.salvatoremannino.com/la-gamma-lineare-e-lesposizione.html" title="">La Gamma Lineare e l'Esposizione</a>").</span><span style="background-color: initial;">&nbsp;</span></font></li></ul><font color="#2A2A2A"><span style=""></span><br><span style=""></span> <span style="">Tutti i convertitori raw compiono queste operazioni, ma per far ci&ograve; possono utilizzare algoritmi molto differenti tra loro e questo &egrave; il motivo per cui la stessa immagine pu&ograve; sembrare diversa quando viene elaborata con software diversi. Alcuni convertitori mappano i toni in modo pi&ugrave; piatto per dare pi&ugrave; libert&agrave; nell&rsquo;editing mentre altri cercano di dare un aspetto pi&ugrave; simile a quello della pellicola aumentando il contrasto della curva.</span><span style="">&nbsp;</span><br><span style=""></span><br><span style=""></span> <span style="">In genere, non esiste una interpretazione &ldquo;corretta&rdquo; per un dato file raw. Le case produttrici conducono una determinazione relativamente soggettiva di ci&ograve; che sembra &ldquo;meglio&rdquo;, e quindi adattano il loro convertitore per produrre tale risultato.</span><span style="">&nbsp;</span><br><span style=""></span><br><span style=""></span> <span style=""><strong>Come il JPEG differisce dal raw</strong></span></font><br><font color="#2A2A2A"><span style="">&nbsp;</span><br><span style=""></span> <span style="">Quando scatti in JPEG, il convertitore all&rsquo;interno della fotocamera esegue tutte le operazioni di cui si &egrave; finore discusso per trasformare la cattura raw in un&rsquo;immagine a colori, quindi la comprime secondo la compressione JPEG. Alcune fotocamere lasciano scegliere all&rsquo;utente i parametri per tale conversione &ndash; tipicamente, la scelta dello spazio colore sRGB o Adobe RGB, un valore di nitidezza e forse la curva tonale o i parametri di contrasto. A meno che non si abbia una precisa tabella di scatti da fare, &egrave; difficile sistemare questi parametri immagine per immagine, quindi si &egrave; costretti&nbsp;all'interpretazione&nbsp;della scena da parte della&nbsp;fotocamera.</span><span style="">&nbsp;</span><br><span style=""></span><br><span style=""></span> <span style="">I file JPEG danno una limitata libert&agrave; di modifica &ndash; grandi correzioni ai toni e ai colori tendono ad esagerare i blocchi di pixel 8x8 che sono alla base della compressione JPEG &ndash; e mentre il JPEG fa un lavoro accettabile nel preservare i dati di luminanza, applica una pesante compressione ai dati colore che pu&ograve; portare a problemi con i toni della pelle e gradazioni morbide quando si cerca di modificarli.</span><span style="">&nbsp;</span><br><span style=""></span><br><span style=""></span> <span style="">Quando si scatta in raw, invece, si ha un controllo unico sull&rsquo;interpretazione dell&rsquo;immagine per tutti gli aspetti prima menzionati. L&rsquo;unico parametro della fotocamera che ha effetto sui pixel catturati &egrave; la sensibilit&agrave; ISO, la velocit&agrave; di scatto e il valore di apertura. Qualsiasi altra cosa &egrave; sotto controllo quando la si modifica in raw &ndash; puoi reinterpretare il bilanciamento del bianco, la resa colorimetrica, la risposta tonale, e i dettagli (nitidezza e riduzione rumore), si pu&ograve; anche modificare la compensazione dell&rsquo;esposizione.</span></font><br><font color="#2A2A2A"><br><span style=""></span> <span style="">Quasi tutte le fotocamere che scattano in raw catturano almeno 12 bit, o 4096 sfumature, di informazioni tonali per pixel. Il formato JPEG, invece, &egrave; limitato a 8 bit per canale per pixel, quindi quando si scatta in JPEG ci si sta fidando del convertitore all&rsquo;interno della fotocamera che elimina un gran numero di informazioni per dare una sperata &ldquo;buona&rdquo; interpretazione dell&rsquo;immagine. Tutto ci&ograve; viene esasperato dalle case produttrici che impongono una curva tonare abbastanza contrastata nella conversione raw-JPEG in modo da produrre un JPEG che assomigli alla realt&agrave;. Durante tale processo, si elimina circa uno stop di range dinamico utile, e non si ha alcun controllo su ci&ograve; che viene eliminato.</span><span style="">&nbsp;</span><br><span style=""></span><br><span style=""></span> <span style="">In qualche modo, si sta tentando di arrivare alll&rsquo;analogia che scattare in JPEG &egrave; come scattare con la pellicola trasparente mentre scattare in raw &egrave; pi&ugrave; come scattare con la pellicola negativa. Con il JPEG, cos&igrave; come con la pellicola trasparente, si deve impostare correttamente tutto sulla fotocamera, perch&eacute; c&rsquo;&egrave; molto poco da poter fare successivamente. Scattare in raw invece d&agrave; una considerevole latitudine nel determinare i valori tonali, come nel negativo, e offre anche una grande libert&agrave; nell&rsquo;interpretare i colori e la saturazione. Il fatto che il raw permette anche di controllare i dettagli &ndash; riduzione rumore e nitidezza &ndash; va oltre tale analogia e d&agrave; ulteriori vantaggi.</span><span style="">&nbsp;</span><br><span style=""></span><br><span style=""></span> <span style="">Il raw offre un ulteriore vantaggio che pu&ograve; essere arduo da dimostrare ma &egrave;, credo, veramente senza alcun limite. Se si scatta in raw, si potr&agrave; godere di tutti gli sviluppi futuri nei convertitori raw. Magari la fotografia digitale non sar&agrave; pi&ugrave; nella sua &ldquo;infanzia&rdquo;, ma non ancora raggiunto la sua &ldquo;adolescenza&rdquo; n&eacute; la &ldquo;maturit&agrave;&rdquo;, e chiunque abbia passato pi&ugrave; di un paio di anni a lavorare col digitale sa che i software di sviluppo migliorano continuamente. I JPEG sono file relativamente inflessibili &ndash; potremmo vedere miglioramenti nel trattarli ma qualsiasi miglioramento sar&agrave; comunque limitato. I convertitori raw, invece, hanno passato radicali cambiamenti nei circa 10 anni in cui si sono diffuse le fotocamere CFA e c&rsquo;&egrave; poco da dubitare che i prossimi 10 anni non saranno altrettanto innovativi. Scattare in raw ci permetter&agrave; di godere di tali miglioramenti non appena arriveranno.</span></font><br><span style=""></span><br><span style=""></span></div><div class="wsite-spacer" style="height:50px;"></div><div><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div><hr class="styled-hr" style="width:100%;"><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div><div class="paragraph" style="text-align:justify;"><font size="1">Le informazioni qui trattate sono frutto di un intenso studio, la maggior parte delle quali tratte dal libro "Real World Camera Raw" di Bruce Fraser, pubblicato da Peachpit Press, nell'Agosto 2004. Bruce ha condotto studi sulla visione umana e su come si relazione alla riproduzione dei colori in fotografia.</font></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>